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STRACCI
di Tony Cucchiara
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La storia
Ho pensato a "Stracci" dopo aver visto sulle scene alcune elaborazioni della famosa "Opera del Mendicante" di John Gay, rappresantata per la prima volta a Londra nel 1728.
Convinto che un'ambientazione siciliana fosse la più consona e la più attuale a rappresentare l'emarginazione dei personaggi di Gay e soprattutto le connivenze tra potere politico e "potere mafioso", mi sono messo al lavoro.
Devo dire che dell'originale è rimasto ben poco: una larvata somiglianza tra i miei personaggi principali e quelli di Gay ed una certa analogia nella rappresentazione esasperata e grottesca della delinquenza e della prostituzione.
Ne è venuto fuori una commedia con musiche secondo gli schemi a me cari: un dosaggio tra testo recitato, canto corale, pantomima, canzoni.
Ma al di là di un discorso stilistico, o se vogliamo, della "costruzione drammaturgica", Stracci rappresenta per me un impegno nuovo: la trasposizione di un mondo che molto poco mi appartiene, quello di Gay, in una realtà completamente diversa; un passaggio dalle tonalità sfumate anglosassoni alle tinte decise della terra di Sicilia.
Il gergo è del siciliano dei "mercati generali". L'ambientazione (inizi del secolo) potrebbe essere la "vucciria" di Palermo o il porto di Catania.
La musica si ispira alle vecchie ballate popolari siciliane ed è arrangiata alla maniera delle bande paesane con un'armonizzazione che, pur conservando un sapore antico, la rende molto attuale.
Tony Cucchiara
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